Quakelab Center Vettore - Fabio Salvi chiarisce i dubbi
- Anna Cecilia Poletti
- 26 gen 2019
- Tempo di lettura: 7 min

Il Quakelab Center Vettore è un progetto destinato a far parlare di sé nel dibattito pre-elettorale dei prossimi mesi. È già stato argomento controverso tra chi appoggia e chi osteggia la sua realizzazione. Ne parliamo con Fabio Salvi, Sindaco del Comune di Venarotta, territorio in cui è prevista la costruzione. Di cosa si tratta?

Creare un unico centro dove ricercatori di tutto il mondo possano essere richiamati per portare avanti studi importanti nella conoscenza dei terremoti.
Ma non è solo questo: prevede l’area per la formazione e l’informazione alla cittadinanza, con un forte investimento nell’edutainment per tutte quelle attività educative e didattiche volte a migliorare la conoscenza del sisma da parte di tutti, costituendo uno Science Center come il MUSE di Trento (nella foto a destra, ndr) o Corporea di Bagnoli e quindi un “attrattore” turistico utile a tutta l’Area Montana per le ricadute su tutte le attività del Comprensorio Montano.
Come è nata l’idea e perché è importante?
L’idea è nata nel periodo post terremoto da studi accademici e poi dall'osservazione che il fenomeno sisma deve essere sempre più studiato e che le comunità debbano abituarsi ad esso, conviverci, assumere consapevolezza e accrescere la propria resilienza ossia la capacità di reazione. Il progetto ritiene che la conoscenza sia il fattore più importante per la resilienza dei territori, la divulgazione e la didattica sono gli strumenti più efficaci per una sua diffusione in maniera permanente, non sporadica, presso le popolazioni e gli operatori economici e professionali e le pubbliche amministrazioni di tali concetti
Quale è stata l’evoluzione? Quali i soggetti coinvolti?
Successivamente, grazie alla sinergia con la Unione Montana del Tronto e Valfluvione, c’è stata la possibilità di presentare una proposta al Patto per lo Sviluppo e la Ricostruzione, iniziativa promossa dalla Regione Marche tramite l'ISTAO per raccogliere, nell'area del Cratere, idee da trasformare in futuri progetti.Con l’Unione Montana abbiamo iniziato a lavorare sulla ipotesi, secondo un processo strutturato che ha previsto tutta una serie di passaggi volti a trasformare l’idea iniziale in qualcosa di concreto, sostenibile nel tempo e derivante dal confronto con degli esperti nel settore.In questi mesi sono stati coinvolti moltissimi partner sia pubblici che privati, le 4 Università, le scuole, le associazioni, gli Ordini Professionali, la Camera di Commercio, gli Psicologi dell’emergenza e tutti coloro che potevano offrire un contributo tecnico utile al disegno progettuale.
È un progetto che riguarda solo Venarotta?
Il progetto è per tutti, non è solo per Venarotta. Il comune di Venarotta ha avuto la proattività di presentare l’idea e mettere a disposizione un terreno adatto in quanto edificabile. Gli otto comuni dell’unione montana (Montegallo, Roccafluvione, Palmiano, Acquasanta, Arquata, Appignano e Castignano) hanno appoggiato con proprie delibere il progetto nei suoi contenuti e soprattutto nelle sue finalità deliberando in tal senso.Sono stati organizzati molti incontri sia tecnici che strutturali per dare corpo al progetto e iniziare a definirne i contorni.
Di che investimento parliamo?
Il progetto è ambizioso, prevede un investimento di circa 22 milioni di euro, di cui circa 16 milioni di euro in apparecchiature e strumentazioni all’avanguardia (selezionate e indicate dalle strutture universitarie)

Quest’ultima precisazione serve a tranquillizzare i detrattori del progetto, preoccupati che i 22 milioni di euro possano essere investiti tutti in “cemento”. Pochi giorni fa è stata tenuta una conferenza promossa dall’Ecomuseo del Monte Ceresa nella quale si metteva in discussione il progetto e in particolare la localizzazione dello stesso ma riportando numerose inesattezze su cui si basano le critiche al Quakelab. Si è parlato anche di deturpazione di un territorio “vergine”?
L’area prevista è un terreno del comune sito in zona industriale consind a ridosso di altre aziende e capannoni già operativi a Capodipiano. La fantasiosa idea di far credere che andiamo a distruggere un’area immacolata è una montatura architettata ad hoc. Quel terreno è nel piano regolatore concepito per costruire edifici industriali e non per farci un parco botanico! Non possono chiederci di fare rinunce in tal senso, sarebbe un ulteriore sacrificio in un territorio che ha bisogno anche di questo. I parchi, le camminate, l'ecomuseo, lo sport li stiamo realizzando in altre aree, qui lasciateci costruire (sperando che sia finanziato) questo bel opificio scientifico.È stato detto anche che Venarotta non va bene perché ci sono troppe curve a separarla da Ascoli e che il nome “Vettore” non è adatto in quanto da Capodipiano il Vettore non si vede (?)
Ci saranno “terremoti indotti”?

È da precisare inoltre che il progetto prevede la realizzazione di un laboratorio ma non ci saranno “terremoti indotti”, come qualcuno vuol far credere. Il laboratorio serve a migliorare la nostra reazione nei futuri terremoti e a non trovarci più nelle condizioni in cui viviamo da due anni.
Sarà un progetto utile in termini occupazionale?
È stato detto che il progetto è inutile perché crea solo una ventina di posti di lavoro (solo?) senza però calcolare l’indotto sia di numeri di visitatori che di immagine per tutto il nostro territorio, è stato detto è stato detto tanto ma il succo è che un gruppo di persone ( e non del territorio dei nostri Comuni ) ha deciso di raccogliere firme per impedire la realizzazione di questa opera motivandola con un consumo di suolo ingiustificato e con altri pretestuosi problemi.
Quale è la tua posizione di Sindaco riguardo il progetto e le critiche ad esso?

La mia posizione di Sindaco e Cittadino, che voglio condividere con tutti i cittadini degli otto Comuni interessati è che ogni opportunità di rivitalizzare il nostro territorio dobbiamo cercare di coglierla. Che investire sulla ricerca e sviluppo non significa non continuare con tutti gli altri progetti sui quali stiamo lavorando (difesa della natura, agricoltura, cammini, ecomusei, turismo, sistema dell’accoglienza diffusa, percorsi ciclabili e da trekking,) ma che queste cose possono tra loro trovare una sinergia.Il progetto è ambizioso e impegnativo, con tante competenze diverse tra loro messe in campo per raggiungere l’obiettivo a cui non per questo dobbiamo rinunciare.Questo progetto che non esito a definire “Fabbrica della Resilienza”, coordinato dalla Unione Montana, appoggiato dalla Camera di Commercio regionale, insieme alle tante altre iniziative che i vari Comuni stanno mettendo in atto servirà a garantire un futuro migliore al nostro territorio.Sinceramente sentirci dire che questo progetto debba essere fatto in un Comune più a valle per comodità oppure che ha un impatto drammatico in quanto si costruisce un nuovo edificio (in un’area deputata proprio a quello) ci sembra nascondere qualcos'altro sotto, perché tanto interesse su questo progetto? Perché tanta attenzione nel dire NO a un’iniziativa complessa dalle grandi potenzialità? Ci è stato anche detto che non abbiamo fatto informazione.In realtà dalla scorsa estate abbiamo lavorato ad informare secondo lo stato dell’arte e coinvolgendo passo dopo passo le figure necessarie (basta vedere le foto che sono circolate in rete o i numerosi articoli sulla stampa).E’ stata creata anche una pagina ad hoc per chi voglia informazioni e voglia chiarimenti sul progetto o voglia entrarci dentro per dare il proprio contributo (https://www.facebook.com/quakelabcenter/).L’assemblea con i cittadini è un passo previsto nel piano di lavoro ma va fatta quando le informazioni da dare e i punti da discutere possono essere più concreti rispetto alla fase attuale ancorata alla presentazione della scheda all’ISTAO. Alla conferenza indetta dall'Ecomuseo Monte Ceresa mi è stato contestato che questa cosa andava fatta prima per scegliere se fare o meno l’opera (chiedendosi se un’opportunità per il territorio i cittadini la volessero o meno); ritengo davvero pretestuosa questa ulteriore arringa che mira a cambiare il volto di una normale attività amministrativa come ce ne sono state tante altre. Un’amministrazione che individua un’opportunità, in un’area in cui può essere fatta (terreno adatto in accordo al piano regolatore e di proprietà comunale), in un modo che nessun danno può creare alla popolazione ha il dovere di perseguirla perché nel patto con gli elettori questo è previsto e questo è quello che si deve fare senza scaricarsi delle proprie responsabilità difronte a scelte che implicano tanto lavoro e tanta fatica.Da questi fieri oppositori che dichiarano “INUTILE” il progetto (inutile per CHI? Come può essere inutile un’idea finalizzata ad aiutarci ad affrontare il terremoto?) non ho ricevuto mai un contatto o una richiesta di informazioni, non li conoscevo prima di incontrarli al convegno e non li ho mai visti interessarsi della mia comunità sino a questo momento storico; permettete che molte domande mi balenino nella testa?Ci batteremo per la nostra comunità affinché ogni opportunità possa trasformarsi in un utile progetto. Mi batterò perché non permetto che venga fatta speculazione sulla nostra pelle per altri fini, per battaglie politiche, per ottenere qualcosa probabilmente molto distante da questo progetto.Il dubbio che questi dibattiti vengano pubblicamente avviati a pochi giorni dall'avvio delle campagne elettorali può far pensare a tante cose e questo mi rammarica amaramente.Ricordiamo comunque che i BANDI di finanziamento in tutti i settori della vita socioeconomica sono molteplici e chiunque abbia la forza, il desiderio e l’energia di partecipare può farlo presentando iniziative che siano diverse da questa se non ritenuta utile. A questi bandi o ad altre idee di finanziamento può lavorare chi non crede in questo nostro progetto senza avere la presunzione di definire “inutile” un lavoro fatto con passione da altri screditandone i contenuti in ogni modo.Nelle prossime settimane ci saranno ulteriori incontri con i focus group e con la popolazione scolastica, faremo in modo che un bel sogno non debba interrompersi per qualche oscuro interesse al momento poco chiaro a tutti, sono sicuro che tutti i cittadini di Venarotta e degli otto comuni dell’unione montana lavoreranno con noi per arrivare al traguardo laddove questa attività sarà ammessa a finanziamento.

Fra le attività che saranno effettuate è prevista la copertura totale del territorio in termini di microzonazione sismica?
Non sono in grado di dire se verranno finanziate altre attività di microzionazione. Dal mio punto di vista lo ritengo fondamentale e avere in loco un laboratorio moderno e attrezzato può aiutarci in maniera importante.
Ringraziando Fabio Salvi per le delucidazioni, ricordiamo ai lettori che Lunedì 4 febbraio 2019, alle 17.30, presso la sede dell’unione montana del Tronto e Valfluvione (via Cartiera,1 Ascoli Piceno) si terrà una Tavola rotonda proprio sul Quakelab Center Vettore. Un'occasione utile per ricevere informazioni esatte direttamente alla fonte.

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